May 05, 2017
La nuova architettura adottata nella scheda Radeon HD 7970 integra 2.048 stream processors, suddivisi in 32 Compute Unit ciascuna quindi dotata di 64 stream processors. L'adozione di tecnologia produttiva a 28 nanometri lascia spazio a frequenze di clock molto elevate: di default questa scheda opera a 925 MHz per la GPU, valore che potrà venir incrementato ufficialmente dai partner di AMD attraverso versioni overcloccate di serie. Segnaliamo come l'utilizzo di una nuova architettura abbia avuto impatti non di poco conto sul numero complessivo di transistor: AMD indica nella propria documentazione come ne siano integrati 4,312 miliardi nel complesso.Dal versante memoria troviamo una importante novità : il passaggio ad un bus da 384bit di ampiezza, con moduli GDDR5 che operano alla frequenza di clock di ben 5,5 GHz per una bandwidth massima risultante pari a 264 Gbytes al secondo. Si tratta di un valore record prendendo quale riferimento le schede video a singola GPU, non lontano dai poco più di 300 Gbytes al secondo delle soluzioni AMD e NVIDIA basate su design a doppia GPU.
A completare le caratteristiche tecniche base di questa scheda troviamo connettori di alimentazione a 6 e a 8 pin, al pari quindi delle schede top di gamma a singola GPU sia AMD che NVIDIA; il sistema di raffreddamento è del tipo a due slot di ingombro, mentre il pannello delle connessioni prevede connettori DVI e HDMI affiancati da due mini Display Port.Tahiti è il nome in codice utilizzato per indicare la prima GPU della famiglia Southern Island, ma non l'unica. Questo chip verrà utilizzato per le proposte della famiglia Radeon HD 7900, seguito dai chip Pitcairn e Cape Verde destinati a segmenti di fascia più bassa benché sempre basati su architettura Southern Island. Pitcairn sarà utilizzato per le schede della famiglia Radeon HD 7800 mentre Cape Verde verrà abbinato alle proposte Radeon HD 7700. A quando il debutto di queste soluzioni? Nel corso della prima metà dell'anno 2012.Il Mobile World Congress di Barcellona, tenutosi lo scorso febbraio, era stata l'occasione per una serie di produttori per mostrare al pubblico le soluzioni che avrebbero caratterizzato il proprio portafoglio prodotti nel corso di questo 2011. Tra questi produttori troviamo anche, ovviamente, l'allora ancora integra joint venture Sony Ericsson che, pur non aderendo al filone del momento che vedeva al centro dell'attenzione i terminali dual-core, offrì all'occhio critico del pubblico delle soluzioni discrete.
- Batteria ACER Aspire Timeline 1825PTZ
- Batteria ACER Aspire Timeline 1825PTZ-413g25n
- Batteria ACER Aspire Timeline 1825PTZ-413G32n
- Batteria ACER Aspire Timeline 1825PTZ-414G32N
- Batteria ACER Aspire Timeline 1825PTZ-734g32n
- Batteria Acer Aspire One D250
- Batteria Acer Aspire One D250-1Bb
- Batteria Acer Aspire One D250-1Br
- Batteria Acer Aspire One 10.1 inch
- Batteria Acer Aspire One 8.9 inch
- Batteria Acer Aspire One A110
- Batteria Acer Aspire One A150
- Batteria Acer Aspire One D150
- Batteria Acer Aspire One P531h-1766
- Batteria Acer Aspire One P531h-1791
- Batteria Acer Aspire One P531h-1Bk
- Batteria Acer Aspire One P531h
- Batteria Acer Aspire One Pro 531f-2G64Bk
- Batteria Acer Aspire One Pro 531h-1G16Bk
Tra queste, quella sicuramente più attesa, era senza ombra di dubbio Xperia Play, il primo smartphone PlayStation certified, il cui successo non di è rilevato tuttavia minimamente proporzionato alla trepidanza del pubblico per il suo arrivo. Xperia Play che, stando al prezzo, sarebbe dovuto essere così il nuovo top di gamma tra gli smartphone Android del colosso nippo-svedese, nonostante una scheda tecnica con caratteristiche leggermente inferiori a quelle a disposizione di una delle altre soluzioni annunciate, ovvero Xperia Arc.Il parziale fallimento del progetto Xperia Play, determinato dallo scarso successo ottenuto sul piano delle vendite, ha così trasportato l'attenzione e i favori di pubblico e critica proprio verso Arc, che, al contrario, si è dimostrato una soluzione molto valida, che abbina una discreta eleganza e un aspetto sicuramente gradevole a prestazioni che non fanno rimpiangere eccessivamente la concorrenza.Xperia Arc che, dato il successo, è stato riproposto qualche mese più tardi con una scheda tecnica aggiornata alla voce processore e un nome che introduce anche nella gamma Sony Ericsson la famigerata lettera S. Parliamo quindi ovviamente di Sony Ericsson Xperia Arc S, oggetto della recensione odierna.
Sony Alpha A700 è entrata nel cuore di molti appassionati: è stata la reflex che per prima ha fatto fare a Sony il salto di qualità , facendola accedere al segmento delle DSLR prosumer, settore fortemente presidiato dai colossi Canon e Nikon, con Pentax e Olympus impegnati a spartirsi qualche briciola. In seguito Sony è sbarcata anche nel mondo delle reflex full frame, con Alpha A900 e A850, ma Alpha A700 rimane uno dei best seller della casa e sicuramente uno dei prodotti con il gradimento più alto da parte degli appassionati dei prodotti del produttore nipponico.In questi anni le voci di un modello erede di A700 si sono presentate ad ondate, ma finalmente a fine agosto Sony ha mostrato Alpha A77, che raccoglie l'eredità di A700, introducendo però un coraggioso cambio di rotta: Sony Alpha A77, infatti, non è una reflex. Dopo aver fatto i primi esperimenti di mercato con Alpha A33 e A55 e aver consolidato il progetto con Alpha A35, infatti, Sony ha portato la sua tecnologia Single Lens Translucent anche nel mondo dei prodotti prosumer. Si tratta di una tecnologia che sostituisce allo specchio ribaltabile reflex un elemento fisso in grado di lasciar passare gran parte della luce, indirizzata verso il sensore, e rifletterne una parte verso il modulo autofocus a rilevazione di fase. In questo modo i tecnici Sony hanno cercato di unire i vantaggi delle reflex (sistema autofocus a rilevazione di fase, più veloce e preciso di quello basato sul contrasto) con quelli delle mirrorless, con in più la possibilità di avere il modulo autofocus sempre attivo e non reso 'cieco' temporaneamente dal ribaltamento dello specchio durante lo scatto.
Si tratta di una mossa coraggiosa, che ha attirato a Sony parecchie critiche, ma che dall'altro lato apre interessanti possibilità , come ad esempio l'utilizzo dell'autofocus a rilevazione di fase in modalità continua durante le raffiche o la ripresa di video. Dopo aver visto i primissimi esemplari, ancora non definitivi, all'IFA di Berlino, abbiamo passato qualche giorno in compagnia di una Sony Alpha A77 (purtroppo con il kit con ottica 18-55mm e non il nuovo 16-80mm F3.5-4.5 ZA compagno designato della nuova SLT): ecco le nostre prime impressioni, stiamo preparando per le prossime settimane anche un confronto in laboratorio con alcuni dei principali concorrenti.Ultrabook è un termine molto ricorrente nell'ambito della tecnologia, venuto in auge in tempi recenti con uno scopo ben preciso: identificare una categoria particolare di notebook caratterizzata da un design accattivante, peso e dimensioni ridotte, il tutto accomunato da un prezzo non eccessivamente elevato.
Si tratta di parametri un po' generici e i più attenti potranno far notare che qualcosa del genere esiste già , da tempo; il riferimento non va solo ai MacBook Air di Apple, ma a tutta una serie di PC portatili che, prezzo a parte, da sempre vanno ad occupare la fascia alta di listino. La tecnologia però evolve, e con essa si vanno a creare degli scenari di mercato che inducono a scelte differenti rispetto al passato, alla ricerca di qualcosa che possa incontrare nel miglior modo possibile le richieste della clientela.Un esempio di queste dinamiche viene dai netbook: sebbene in calo, questo vero e proprio fenomeno di mercato ha tenuto testa a ben più blasonati prodotti per circa 3 anni, entrando nelle case di svariati milioni di persone con un prodotto che sulle prime non aveva convinto. Oggi è il momento dei tablet PC, ultimo oggetto del desiderio dell'appassionato di tecnologia, che sceglie questa tipologia di prodotto sia per le novità legate alla gestione full-touch, sia per l'aria nuova che porta nel panorama informatico.Conseguenza diretta di questo nuovo mood è un mercato dei PC portatili in difficoltà , complice anche la crisi. Buona parte della clientela sceglie di tenersi il "vecchio" notebook, che fa ancora bene il proprio dovere, spendendo in prodotti tecnologici che possano fornire qualcosa di diverso.
- Batteria Acer Aspire One Pro 531h-1G25Bk
- Batteria Acer Aspire One Pro 531h-2G25Bk
- Batteria Acer Aspire One 532h-2067
- Batteria Acer Aspire One 532h-2206
- Batteria Acer Aspire One 532h-2223
- Batteria Acer Aspire One 532h-2242
- Batteria Acer Aspire One 532h-2268
- Batteria Acer Aspire One 532h-2288
- Batteria Acer Aspire One 532h-2309
- Batteria Acer Aspire One 532h-2326
- Batteria Acer Aspire One 532h-2382
- Batteria Acer Aspire One 532h-2406
- Batteria Acer Aspire One 532h-2527
- Batteria Acer Aspire One 532h-2588
- Batteria Acer Aspire One 532h-2594
- Batteria Acer Aspire One 532h-2630
- Batteria Acer Aspire One 532h-2676
- Batteria Acer Aspire One 532h-2730
- Batteria Acer Aspire One 532h-2789
- Batteria Acer Aspire One 532h-2807
Con gli Ultrabook, che ricordiamo essere un marchio registrato da Intel e per il quale sono stati investiti 300 milioni di Dollari USA, si cerca di rifare il look ai PC portatili tradizionali, al fine di riportare appeal verso il buon vecchio notebook, in una variante più moderna e trasportabile, senza scendere a compromessi in fatto di prestazioni.NVIDIA mira al cuore del mercato mobile. I dati di vendita parlano chiaro: se da una parte si osserva una graduale ma costante diminuzione nelle vendite di sistemi desktop e notebook, dall'altra smartphone e tablet sembrano inarrestabili nella loro ascesa, andando a costituire eccezione e traino di un mercato generalmente in crisi. La sempre maggiore diffusione di soluzioni Android, presenti in ogni fascia di prezzo, ha permesso di consolidare questa tendenza, mettendo nelle condizioni chiunque di possedere uno smartphone.Non più un prodotto di elite, quindi, ma quasi una commodity: più di un miliardo di smartphone sono attualmente nelle tasche della popolazione mondiale, senza contare i tablet che ne sono una derivazione con schermo più grande e privi di funzionalità telefoniche. Spostando il discorso sul puro hardware, risulta ben chiaro come i maggiori player del settore abbiano il sorriso fino alle orecchie e da un bel po': ARM, Qualcomm e Imagination Technologies hanno prodotti che sono praticamente presenti in ogni dispositivo, lasciando ai big dell'informatica tradizionale poco più che le briciole, riferendoci al settore mobile.
Intel parte solo ora, in maniera seria e con partner di peso, a fare il proprio ingresso nel settore smartphone e tablet; NVIDIA, che si spartisce il mercato delle schede video discrete in ambito PC con AMD, vanta da tempo le proprie soluzioni Tegra, ma sicuramente il market share è lontano da quanto l'azienda si aspettava.Affrontare la realtà con concretezza e pragmatismo impone una riflessione seria sul come stare in un mercato che sfugge, dove i grandi nomi in fatto di hardware sono ARM, Qualcomm e Imagination Technologies, che fornisce le proprie licenze per l'integrazione dei propri chip grafici PowerVR in tutti i best seller del mercato, iPhone compreso. Dal punto di vista di NVIDIA la strada percorsa fino ad oggi è stata quella di proporre una piattaforma fatta e finita, ovvero Tegra nelle varie incarnazioni, proponendola ai potenziali clienti.
- https://www.wireclub.com/users/retrouve3/blog
- http://www.rondeetjolie.com/blog/retrouve3.html
- http://www.getjealous.com/retrouve3
Posted by: retrouve3 at
03:26 PM
| No Comments
| Add Comment
Post contains 1796 words, total size 17 kb.
35 queries taking 0.0549 seconds, 56 records returned.
Powered by Minx 1.1.6c-pink.








