May 03, 2017
Non è inoltre un caso che Microsoft, di questi tempi indaffarata con Windows 8, abbia deciso di scegliere Tegra 3 anche come base per lo sviluppo del nuovo sistema operativo per tablet e soluzioni ARM- based. E se le prestazioni sono un ulteriore indice della convergenza tra segmento smartphone e PC, un altro elemento che continua a migliorare, di generazione in generazione sono i display. Già perchè se la condivisione di contenuti multimediali, così come lo streaming di filmati, rappresentano uno degli ambiti in grado di trarre massimo giovamento da queste piattaforme, per avere la migliore esperienza di utilizzo è fondamentale un display.Ed ecco perché, allora, spuntano anche nuovi display capaci di andare a ridisegnare lo standard del mercato: se da un lato LG e HTC hanno presentato due proposte con display da 4,7 in grado di raggiungere una risoluzione di 1280x720 pixel, Huawei ha optato per un display più piccino, da 4,5, sempre in grado di raggiungere una risoluzione di 1280x720 pixel, che porta ad una densità di 330 PPI (Pixel per Inch) che sorpassa quella del tanto noto Retina display di Apple.
Sarà interessante allora andare a vedere, nel corso dei prossimi mesi, come le proposte quad-core si comporteranno sia sul mercato che dal punto di vista delle prestazioni, con particolare attenzione all'autonomia operativa: il fatto che Huawei abbia deciso di commercializzare il proprio Ascend D Quad anche nella versione XL, con batteria da 2500mAh potrebbe far sorgere qualche domanda di troppo a molti utenti.Cyper-punk, brutalità , innovazioni sul piano del gameplay: sono solamente alcuni dei capisaldi di Syndicate, quello che, personalmente, considero come uno dei videogiochi migliori di sempre. Uscito nel 1993 e sviluppato da Bullfrog sotto la direzione di Sean Cooper, Syndicate è stato uno dei primi giochi a consentire l'interazione approfondita con gli elementi dello scenario e ad avere un'intelligenza artificiale avanzata.
Quando si impugnava un'arma, infatti, i civili intorno all'Agente impersonato dal giocatore iniziavano a gridare e a scappare. Per un videogiocatore era un momento di grande impatto, perché sentiva di poter interagire in maniera approfondita con la realtà simulata, e di incutere effettivamente timore sulla gente. Un elemento insomma fondamentale per immedesimarsi nell'Agente di una di quelle corporazioni che ormai hanno preso il controllo sociale e sovrastato lo stesso governo nazionale.La guerra tra corporazioni, che spesso sfocia in azioni eseguite per interesse personale senza pensare alla moralità , è infatti alla base di Syndicate, sia nel 1993 che nel 2012. Il Syndicate originale, inoltre, si faceva ricordare, oltre che per la straordinaria ambientazione poi ripresa più volte nei videogiochi e nel cinema, anche per l'indimenticabile, oltre che estremamente ricorrente, motivetto, ripreso anche da Starbreeze nella nuova versione, aggiornato in chiave moderna.Staordinaria anche la possibilità di interagire con gli oggetti, come le automobili (incredibilmente manca nel nuovo gioco!) Gli agenti infatti potevano salire a bordo dei tipici veicoli futuristici di Syndicate e stendere le persone. La violenza e gli elementi di crudeltà erano poi decisamente ricorrenti: il giocatore doveva sfruttare al massimo il suo essere superiore rispetto agli altri e uccidere senza pensare all'etica o alla moralità , ma solamente all'esito della missione finale.
Non si può poi dimenticare il Persuadertron. Era un dispositivo che gli Agenti usavano per indurre i civili a schierarsi per la propria fazione e a convertire gli altri Agenti a combattere per la propria causa. Anche questo strumento ha fatto la storia dei videogiochi, e anche questo aveva bisogno di una base tecnologica non indifferente. Nel nuovo Syndicate, come vedremo, ritroviamo la Persuasione, che funziona in maniera leggermente diversa, ma che rimane uno degli elementi del gameplay di maggiore fascino.Certo, il vecchio Syndicate non aveva un gameplay molto profondo: era un gioco di strategia in cui c'erano delle operazioni di scorta, di persuasione o di infiltrazione, ma in realtà nella maggior parte del tempo si sparava. Ecco perché Electronic Arts e Starbreeze lo hanno trasformato da strategico a sparatutto in prima persona, rinunciando a diversi elementi delle meccaniche di gioco e privilegiando esclusivamente il coinvolgimento. Il nuovo Syndicate è una sorta si spin-off, e mira a far vivere al giocatore l'atmosfera tipica della serie da una prospettiva differente, puntando appunto sull'immedesimazione in prima persona.
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- Batteria Acer Aspire V5-431
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- Batteria Acer Aspire V5-471
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Abbiamo già parlato dell'opportunità di trasformare Syndicate in uno shooter in questo editoriale, per cui non mi soffermo ulteriormente. C'è, comunque, da riflettere sulla convenienza nell'aggiornare e riproporre una struttura di gioco ormai vetusta, quella del Syndicate originale, che è ormai stata ripresa tantissime volte da molti altri videogiochi. Se a quel tempo Syndicate ci sembrava un gioco molto originale, e con una tecnologia all'avanguardia, oggi il suo gameplay non ha profondità e valore economico come una volta.E' un momento felice per il Cavaliere Oscuro, che cavalca un fortunato ritorno in auge, merito in gran parte sia della trilogia cinematografica di Christopher Nolan (ispirata alla rilettura di Frank Miller dell'originale creatura di Bob Kane), sia dei capolavori videoludici sfornati dai Rocksteady Studios, Batman Arkham Asylum e Batman Arkham City, a parere di chi scrive le migliori trasposizioni videoludiche di un fumetto mai realizzate fino ad oggi.Il più plausibile dei supereroi possiede caratteristiche affascinanti fin dalla sua nascita, ma nel corso della sua evoluzione tali elementi furono edulcorati/travisati (la serie televisiva kitsch degli anni '70 ha fatto molti danni in tal senso), e solo la rivoluzione milleriana ha saputo ridare linfa all'uomo pipistrello (recuperate l'interessantissimo documentario Storia Dei Supereroi di History Channel).
Batman è dunque sulla cresta dell'onda, e quando c'è un'onda da cavalcare, sappiamo bene che l'industria videoludica è uno dei surfisti più pronti. Ecco perché quando ho iniziato a leggere le prime news su Gotham City Impostors il mio senso di ciofeca ha iniziato a pizzicare, e nemmeno il nome dei Monolith (autori di serie del calibro di Blood e F.E.A.R.) è riuscito a spegnere l'iniziale scetticismo. L'idea di un FPS multiplayer on-line tra due schieramenti, i Bats supporter di Batman e i Jokerz fanatici di Joker, è, almeno in prima battuta, alquanto sospetta. E quando il buon Rosario mi ha proposto di recensirlo, dopo qualche iniziale perplessità , ho deciso di accettare e dare una chance al titolo. Quello che segue è il resoconto accurato della nostra prova.L'idea alla base è molto semplice, ed è altrettanto intuitivo vedere in Team Fortress l'ispirazione principe da cui gli sviluppatori sono partiti. Gotham City Impostors consente partite fino a 12 giocatori, che potranno scegliere la propria classe tra le cinque predefinite del titolo (Combattente, Esploratore, Difensore, Medico e Cecchino) o tra quelle personalizzate (che analizzeremo tra poco), e sarà poi il matchmaking a distribuire i giocatori in attesa nei due team dei Bats & Jokerz. I giocatori si affrontano, indipendentemente dalla modalità scelta, su una delle cinque mappe disponibili: Ace Chemical, I Moli, Vicolo del crimine, Amusement Mile e Gotham Power. Il numero di mappe è decisamente basso, ma rispetto a quelle di titoli concorrenti dello stesso genere, queste mappe sono caratterizzate da complessi sviluppi in verticale, che potranno essere sfruttati grazie ai gadget in dotazione ai giocatori.
Il franchise di Batman è la proprietà intellettuale da cui è stato possibile ereditare elementi già definiti nell'immaginario del pubblico (luoghi, gadget, caratterizzazioni) e grazie alla quale è stato possibile battezzare le due squadre avversarie nel segno di due tra gli antagonisti più opposti della storia dei comics.Il mood che gli sviluppatori hanno inteso conferire alla loro creazione è molto ironico: lo stile grafico leggermente deformed e cartoonesco, il tutorial farcito di simpatiche gag, la violenza funzionale al gioco e senza spargimenti di sangue, la caratterizzazione dei personaggi/classi, il frasario dei giocatori, i gadget e quasi ogni elemento di gioco puntano a conquistare il pubblico con la simpatia, consci del fatto che un'idea di base come questa non poteva prendersi sul serio. Ma analizziamo ora in dettaglio le diverse caratteristiche del titolo.Siamo in un momento nel quale i prodotti più attesi, commentati e discussi sono i tablet, seguiti per interesse dagli ultrabook. Parliamo quindi di soluzioni mobile particolari, evolute e che si discostano dall'ideale comune di PC per tutti. Oltre a questi prodotti ci sono ovviamente una miriade di altre opportunità più classiche, tradizionali e adatte a un pubblico più generalista.
Sulle pagine di Hardware Upgrade parliamo spesso degli ultimi modelli presentati, delle più recenti soluzioni disponibili o delle tendenze di mercato maggiormente rilevanti. In questo articolo parleremo invece di un prodotto che ha un target molto più generico, basato su tecnologie ormai consolidate e caratterizzato da una serie di dettagli interessanti, non ultimo un rapporto qualità prezzo molto valido. In queste pagine parliamo di Samsung Serie 3 nella configurazione 300V5A-S01 con Intel Core i5 i5-2430M, 6GB di memoria ram DDR3 e hard disk da 640GB.Il Samsung Serie 3 analizzato in questa prova è realizzato con uno chassis tutto sommato robusto, soprattutto considerando la natura entry level del prodotto. La cover del display è realizzata con una sottile lamina metallica con finitura spazzolata mentre tutte le altre parti sono in materiale plastico di varia natura che comunque ci è sembrato robusto e duraturo. Questo notebook si fa notare per le linee essenziali e sobrie che a display chiuso lo fanno anche sembrare meno ingombrante di quanto le dimensioni meccaniche indichino: 36,7 x 3-3,2 x 24 cm per un peso pari a 2,45Kg.
- Batteria ACER Aspire One D255E
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- Batteria Acer Ferrari 4005
- Batteria Acer Aspire 5951
Aprendo il lid del display si ha la prima sorpresa: il Samsung Serie 3 è uno dei pochi notebook consumer che viene proposto con pannello opaco; questa caratteristica lo rende quindi immune da antiestetici riflessi anche se non permette di sfruttare le ormai comuni tecnologie dei pannelli che promettono maggior vividezza dei colori e resa cromatica migliorata. Questa è indubbiamente una scelta fatta all'insegna dell'usabilità per certi versi anche contro corrente.Il pannello ha una diagonale di 15,6 pollici con risoluzione pari a 1366x768 pixel ed è circondato da una sottile cornice che nella parte superiore integra una webcam da 1,3 megapixel. In questo comparto troviamo quindi soluzioni e scelte standard per il mercato e per la categoria di prodotti a cui il Serie 3 appartiene.La tastiera è a elementi isolati con una buona spaziatura di circa 4 millimetri tra i singoli tasti. Come per molte delle soluzioni simili ci è sembrata eccessivamente morbida al tatto ma tutto sommato precisa. Le dimensioni del pannello hanno consentito l'integrazione di un tastierino numerico sul lato destro, anche se non è stato possibile spaziare questo elemento dalla tastiera standard. Il risultato, purtroppo, è che digitando velocemente si può incorrere in qualche errore non trovando un pieno orientamento sui tasti. Per ragioni di spazio anche i tasti freccia hanno subito un consistente dimagrimento.
Per quanto riguarda il sistema di puntamento Samsung ha previsto un'ampia superficie sensibile a cui ha associato due tasti di selezione nella parte inferiore; si tratta quindi di una implementazione assolutamente standard preferita dai costruttori rispetto alle più moderne implementazioni a singolo tastone a cui Apple e non solo ci hanno abituati.I lati del Samsung accolgono tre porte USB 2.0 a cui si aggiungono connessioni HDMI e VGA per il collegamento di pannelli esterni e un comodo lettore di memory card nei formati SD, SDHC, SDXC, MMC. All'elenco purtroppo mancano connessioni USB 3.0 e e-SATA anche in versione combo con porte USB.Nel corso del mese di febbraio dello scorso anno, Nokia e Microsoft, in occasione del Mobile World Congress di Barcellona annunciarono di aver stipulato un accordo di collaborazione che avrebbe, di li a breve, portato sul mercato le prime soluzioni Nokia equipaggiate con il sistema operativo del colosso di Redmond, ovvero Windows Phone. Da quel momento fino al mese di ottobre dell'appena conclusosi 2011, gran parte dell'attenzione dei media specializzati del settore si è concentrata proprio sul nuovo binomio e su quelli che sarebbero stati i frutti di questa unione.
Posted by: retrouve3 at
09:51 AM
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