May 07, 2017
Quest'oggi AMD introduce due nuove piattaforme mobile basate su APU di nuova generazione. Il punto di partenza in termini architetturali è quello della piattaforma Brazos e delle APU della serie E, aggiornate nel corso del 2012 prendendo il nome di Brazos 2.0, ma di fatto tutto è cambiato. Troviamo innanzitutto una nuova tecnologia produttiva, con il passaggio al processo a 28 nanometri al posto di quello a 40 nanometri adottato per le APU Brazos. E' nuova anche l'architettura della componente CPU grazie all'utilizzo di core Jaguar, capaci di un incremento prestazionale medio pari al 20% rispetto a quanto offerto dall'architettura Hondo di precedente generazione. Completamente aggiornata anche la componente GPU, capace di un netto incremento delle prestazioni, mentre sono presenti varie innovazioni che mirano al contenimento dei consumi.
Più di tutto cambia il design, che diventa di tipo SoC, System on a Chip, integrando tutti i componenti in un singolo blocco di silicio. E' questo il design adottato dalle soluzioni puramente mobile, smartphone e tablet in testa, e che in prospettiva vedremo sempre più diffuso in ambito PC. I benefici sono evidenti: un singolo componente da gestire per la dissipazione termica e un design della scheda madre che è semplificato, rendendo accessibili design dei prodotti che siano sempre più piccoli.Le piattaforme Brazos sono state inizialmente sviluppate da AMD per un utilizzo in sistemi desktop small form factor, notebook e netbook; solo in un secondo tempo è stata proposta una declinazione di APU, modello Z-60, specificamente studiata per l'utilizzo in tablet basati su sistema operativo Windows. Quella soluzione, per quanto tecnicamente interessante, non è stata adottata se non in un esiguo numero di tablet presenti in commercio: la già ridotta domanda di soluzioni tablet con sistema operativo Windows ha di fatto relegato quella proposta ad una pressoché nulla presenza sul mercato.
Con la nuova piattaforma questo è destinato a cambiare. AMD ha infatti sviluppato due distinte famiglie di prodotti, basate sulla stessa architettura di base ma con peculiarità tecniche che ne delineano il target di utilizzo. Temash è il nome in codice delle APU della famiglia Jaguar destinate a sistemi tablet e ibridi, oltre che ai notebook con display touch di più piccole dimensioni. Kabini è il nome che identifica le versioni di APU destinate ai sistemi notebook tradizionali ma di ridotto spessore complessivo. Per entrambe AMD propone diverse versioni, alcune delle quali anche con architettura quad core: è questa una delle innovazioni rispetto a quanto offerto con la piattaforma Brazos, limitata nelle varie declinazioni al massimo a 2 core, resa possibile non solo dalla nuova microarchitettura della componente CPU ma anche dall'utilizzo di tecnologia produttiva a 28 nanometri.
Per AMD l'evoluzione del mercato sta progressivamente creando una domanda di nuovi dispositivi, cosiddetti "di convergenza", che vanno a tracciare un collegamento tra i tablet da un lato e i tradizionali notebook dall'altro. E' proprio in questo segmento di mercato, che vede tablet dalla elevata potenza di elaborazione, sistemi ibridi e notebook di piccola dimensione con display touch, che AMD propone questa nuova piattaforma mobile nelle due declinazioni Temash e Kabini. Osservando come il mercato dei dispositivi mobile si è evoluto nel corso degli ultimi due anni non si fatica a concordare con questa previsione: molti produttori stanno sviluppando design non standard che vanno nella direzione di assicurare la potenza di elaborazione propria di un notebook tradizionale con la immediatezza d'uso e a facilità di consultazione delle informazioni propria di un tablet.
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Dopo l'annuncio sul mercato internazionale, avvenuto lo scorso mese di Ottobre, e la disponibilità sul mercato italiano del mese di Febbraio, eccoci all'analisi di laboratorio di Microsoft Surface RT, quello che è il primo tablet sviluppato dall'azienda americana. Sono numerose le peculiarità di questa soluzione, a partire dal sistema operativo che è stato abbinato: si tratta infatti di Windows RT, quella che è la declinazione dell'ambiente Windows 8 specificamente sviluppata per l'utilizzo con architetture di processore della famiglia ARM.In che misura Windows RT differisce da Windows 8? All'apparenza questi due sistemi operativi sembrano identici, in quanto per entrambi è presente l'interfaccia Metro di nuova generazione ferma restando la possibilità di utilizzare il tradizionale desktop di Windows pur se sprovvisto del pulsante start. Windows 8 può eseguire, salvo eventuali limiti di incompatibilità legati al codice di specifiche applicazioni, tutti i programmi sviluppati in ambiente Windows. Windows RT, invece, può eseguire solo le applicazioni che siano state sviluppate specificamente per questo sistema operativo, scaricabili dal marketplace di Microsoft, oltre ai programmi che di default vengono forniti in abbinamento con questo sistema operativo e che comprendono anche una specifica versione della suite Office.
Questa limitazione di Windows RT nasce dal differente hardware alla base di questi due sistemi operativi. Per Windows 8 troviamo una tradizionale architettura x86, la stessa dei PC desktop oppure notebook; per Windows RT l'abbinamento è con le architetture ARM, quelle sviluppate per sistemi mobile e ottimizzate più per il contenimento dei consumi che per le pure prestazioni velocistiche. Da questo una prima semplice differenziazione tra le due piattaforme software, e quindi anche tra le soluzioni hardware: Windows RT è pensato per una elevata autonomia di funzionamento lontano dall'alimentazione di rete, mentre Windows 8 è stato sviluppato pensando alla potenza di elaborazione e alla produttività personale.Quale logica conseguenza dobbiamo quindi posizionare Microsoft Surface RT tra i tablet destinati alla consultazione delle informazioni più che alla loro creazione, a motivo proprio della presenza di un'architettura ARM con SoC NVIDIA Tegra 3. E' questo del resto lo stesso posizionamento di mercato di Lenovo IdeaPad Yoga 11, il tablet convertibile che abbiamo analizzato nelle scorse settimane con questo articolo.
E' la stessa Microsoft ad aiutarci nel posizionare correttamente Windows 8 e Windows RT in ambito tablet. Basta osservare come la famiglia Surface si componga di due modelli, Surface RT e Surface Pro, basati rispettivamente su Windows RT e Windows 8. Nonostante entrambi i tablet siano dotati di un display da 10,6 pollici di diagonale le caratteristiche tecniche sono molto differenti, come del resto i target di utilizzo indicati in precedenza. Aggiungiamo come Surface Pro sia stato immesso sul mercato in alcune nazioni solo all'inizio del mese di Febbraio e che non sia ancora disponibile in Italia.Le dimensioni di base dei due tablet Microsoft sono identiche tra di loro, mentre così non è per lo spessore complessivo che passa dai 9,4mm di Surface RT sino ai 13mm di Surface Pro. Quest'ultimo deve ospitare al proprio interno un'architettura x86 basata su CPU Intel Core i5-3317U, caratterizzata per sua natura da un consumo ben più elevato rispetto a quello del chip Tegra 3 utilizzato in Surface RT.
Cambia la dotazione di memoria, tanto di sistema come di storage locale: da 2 a 4 Gbytes per la prima e storage locale per i dati pari a 32-64 Gbytes contro 64-128 Gbytes di Surface Pro. In entrambi i casi è presente uno slot per schede memoria microSDXC, grazie al quale poter espandere lo storage locale.Surface RT utilizza un display con risoluzione di 1.366x768 pixel, contro il pannello full HD da 1920x1080 pixel di Surface Pro. In entrambi i casi la diagonale dello schermo rimane quella di 10,6 pollici, leggermente superiore ai 9,7 pollici dei modelli iPad di Apple.Il colosso coreano Samsung, come ormai noto ai più, si sta affermando in maniera sempre più importante all'interno del panorama mondiale in una delle categorie in maggior sviluppo per quanto riguarda il mondo mobile, ovvero quella degli smartphone. I risultati ottenuti negli ultimi anni hanno infatti portato la realtà asiatica al primo posto tra i maggiori produttori di smartphone, sorpassando anche quello che sembrava l'irraggiungibile Apple.
Tra i maggiori artefici di questa rincorsa, culminata con l'affermazione al vertice della speciale graduatoria, troviamo senza ombra di dubbio i terminali della serie Galaxy che hanno caratterizzato una vera svolta per quanto riguarda la percezione e il successo dei dispoditivi Android. Galaxy è ormai diventato un marchio importante e conosciuto in tutto il mondo, simbolo di una famiglia di prodotti dalle caratteristiche, sia tecniche che di design, di indiscusso rilievo.Il primo esponente di questa famiglia nasce 3 anni or sono, prende il nome di Samsung Galaxy S e detta per la prima volta le linee guida per quelle che saranno le caratteristiche tecniche e di design dei suoi successori. Display di dimensioni e qualità importanti, processori al top della categoria, sistema opertivo Android e fotocamera dalle buone prestazioni sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono sin dal primo esemplare questa famiglia di soluzioni.
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La stirpe è poi continuata due anni fa con Samsung Galaxy S II, la seconda versione del terminale di punta del produttore coreano che, cavalcando l'onda del successo del suo predecessore, da cui si è fatto in un certo senso "spianare la strada", ha sin da subito fatto segnare importanti dati di vendita, raggiungendo al momento un totale di circa 30 milioni di unità vendute. Un risultato importante, soprattutto considerato che mai prima d'ora nessun terminale Android era riuscito ad ottenere un simile successo.Successo bissato dall'ultimo esemplare della stirpe, quello che fino a poche settimane fa era considerato il riferimento per quanto riguarda il mondo delle soluzioni Android, superando i 40 milioni di esemplari distribuiti. Parliamo ovviamente di Galaxy S III, che dallo scorso 14 marzo ha ceduto il proprio posto al nuovo S4 con il quale il colosso coreano si augura ovviamente di emulare e incrementare i risultati ottenuti con le precedenti generazioni. Nella cornice del Radio Music City Hall di New York S ha ufficialmente presentato il nuovo terminale, il cui debutto sul mercato è atteso per la prossima settimana.
Poco più di un anno fa, in occasione del Mobile World Congress 2012, la compagnia taiwanese HTC aveva annunciato con un apposito evento tenutosi all'interno della kermesse catalana la propria serie di terminali denominati One. Si trattava per la precisione di tre soluzioni: One X, One S e One V, differenziati tra loro per via delle caratteristiche tecniche e, di conseguenza, per via del pubblico e della fascia di mercato a cui erano dedicate.HTC One V era delle tre la soluzione meno prestante dal punto di vista hardware, ma anche quella che si inseriva nel mercato smartphone al prezzo minore. One S costiuiva, e costituisce tuttora, la fascia medio-alta dell'offerta HTC, con una scheda tecnica nonostante tutto più che dignitosa e una qualità costruttiva, come tradizione del produttore asiatico, davvero molto buona.Stessa qualità costruttiva ritrovabile poi nel gamma One X che dei tre smartphone era senza dubbio quello in grado di offrire le caratteristiche tecniche migliori ma che, nonostante tutto, non ha mai pienamente convinto il pubblico a causa di alcuni problemi con la gestione non proprio fluida dell'interfaccia e una batteria certamente non da primato. Peccati di gioventù probabilmente, dato che la rinnovata versione denominata One X Plus si è da subito comportata decisamente meglio.
Posted by: retrouve3 at
11:09 AM
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